SERATA FILM DI MONTAGNA

VENERDI' 27 OTTOBRE, ORE 21,15

PRESSO LA NOSTRA SEDE

1. FITZ ROY: 1a ascensione versante sud-ovest

2. BROAD PEAK 78: tre bivacchi per un ottomila

Il monte Fitz Roy (noto anche come Cerro Chaltén) è una montagna situata in Patagonia, nel confine tra l'Argentina e il Cile. Dal lato argentino integra il parco nazionale Los Glaciares, nella provincia di Santa Cruz, e dalla parte cilena, forma parte del parco nazionale Bernardo O'Higgins. Raggiunge un'altezza di 3.405 metri sul livello del mare.

Il Broad Peak è la dodicesima montagna più alta della Terra con i suoi 8.047 m s.l.m. È situato sul confine tra Cina e Pakistan, nella catena del Karakorum. Fa parte del massiccio del Gasherbrum, e dista 8 km dal K2.

Altezza: 8.051 m

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PROSSIMA GITA

SESTRI LEVANTE - MONEGLIA

DOMENICA 12 NOVEMBRE 2017

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Nel tratto di costa ligure compreso tra Sestri Levante e Moneglia (Riviera di levante, provincia di Genova) si snoda un itinerario molto panoramico che tocca tre "punte": Manara, Baffe e Moneglia. Pur passando all'interno di aree abitate e molto frequentate nella stagione estiva, l'itinerario permette di scoprire una Liguria silenziosa e intima, con profumi e colori indimenticabili e notevoli testimonianze di cultura contadina. Il paesaggio è splendido tutto l'anno. Nei mesi estivi, con il caldo, è preferibile pernottare in zona e percorrere il sentiero in due tappe mattiniere: prima da Sestri Levante a Riva Trigoso (5,5 km.) e la seconda da Riva a Moneglia (9,5 km.).

Da Sestri Levante a Riva

Il sentiero (evidenziato in blu nella mappa) parte dal centro del paese di Sestri levante (Via XXV Aprile). Si parte dal Vico del Bottone (punto A ) e si prosegue sulla salita della Mandrella. La prima parte del sentiero è alquanto ripido, fatica appagata dallo splendido panorama sulla baia del Silenzio (punto B ). In seguito il sentiero si addolcisce fino ad arrivare ad un bivio: sulla nostra destra si va a Punta Manara (punto C ) mentre noi dobbiamo proseguire in salita sulla nostra sinistra "cartelli indicatori per Riva".

Punta Manara

Sul promontorio vi é una rete di sentieri ben segnati che permette di apprezzare splendidi panorami e di compiere piacevoli e facili passeggiate tra boschi di lecci, esemplari centenari di sughere, macchia mediterranea, fasce coltivate con cura. L'estremità del promontorio raggiungibile a piedi é denominata il Telegrafo (a circa 180 m a picco sul mare). Fu punto di avvistamento e sede del telegrafo ottico: da qui lo sguardo spazia, nelle giornate limpide, dall'arcipelago toscano fino alla Francia. Riprendendo il percorso originale e tralasciando un bivio in discesa per "Ginestre" il nostro sentiero ci porta sul versante opposto del promontorio. Proseguiamo sempre in direzione di Riva fino ad incontrare sulla destra un sentiero in discesa "freccia bianca con scritta AVIS su roccia"; imboccato il sentiero in breve si giunge sulla strada asfaltata, la percorriamo in discesa per un centinaio di metri fino ad incontrare un abitazione color giallo civico 33 di fronte ad un agriturismo. A questo punto girare a destra nel vialetto di accesso all'abitazione ed imboccare il sentiero che dapprima pianeggiante e poi in discesa ci conduce in breve al paese di Riva Trigoso (punto Drappresenta la stazione ferroviaria).

Da Riva a Moneglia

E' uno degli itinerari classici della Riviera di Levante (evidenziato in viola nella mappa), con tratti panoramici sul mare e sull'entroterra; prima del violento incendio del 2004, attraversava la più bella pineta a pino marittimo della Liguria. In base all'esperienza si può affermare che entro 15 anni le ferite della vegetazione si saranno rimarginate e la macchia mediterranea con abbondante erica arborea e corbezzolo avrà riconquistato il territorio.
Ai margini del sentiero si osserva l'euforbia a due ombrelle; si tratta di una specie rara, mediterraneo-occidentale, nota in Italia solo della Riviera di Levante, dei dintorni di Massa e dubitativamente di località siciliane. In Liguria si rinviene fra Zoagli e Moneglia, soprattutto ai bordi di sentieri e fasce coltivate non oltre i 350 m sul mare.
Nella gariga fioriscono bei cespi di lavanda selvatica. Più in alto il bosco è dominato da castagni e roverelle.
Una breve deviazione ci consente una visita alla torre circolare di Punta Baffe (punto E ), parzialmente diroccata, che serviva per avvistare e segnalare le navi saracene.

Punta Baffe

Come Punta Manara, Punta Baffe permette di percorrere sentieri estremamente panoramici, ricchi di interessi storici e naturalistici.
Nel 2004 il promontorio é stato devastato da un terribile incendio: ancora oggi i segni sono ben visibili ma alcuni lembi di vegetazione si sono salvati ed in alcune zone la macchia mediterranea sta riprendendo possesso del terreno.
Il sentiero più conosciuto e frequentato parte dal cimitero di Riva Trigoso e porta alla torre che faceva parte, come quella di Punta Manara, del sistema di avvistamento a difesa dalle incursioni piratesche realizzato a partire dal XVI secolo.
Un altro percorso parte dalla località Manierta, davanti alla stazione di Riva Trigoso ed incrocia, in località Colle del Lago, il sentiero che collega la torre di avvistamento al Monte Moneglia.

Da Punta Baffe a Moneglia

L'accostamento fra habitat aperti e forestali, le variazioni di substrato e di esposizione e la ricchezza d'acqua favoriscono invertebrati, anfibi, rettili e uccelli. La fauna comprende pertanto diverse specie stanziali o migratrici di particolare interesse scientifico, rare o che necessitano di protezione. Numerose sono le farfalle che frequentano soprattutto la macchia e le radure; fra esse si evidenziano per bellezza e rarità la cleopatra che depone le proprie uova sull'alaterno, la farfalla del corbezzolo e la lisandra iberica. A queste s'aggiunge una falena che in ambito comunitario è di interesse prioritario, la callimorfa legata soprattutto alla canapa d'acqua e rivenibile sui versanti più interni del SIC. La pineta a pino marittimo era una delle più belle della Liguria ed è stata purtroppo recentemente ridotta e degradata sia da un nefasto incendio sia dalla cocciniglia , fenomeni che interessano quasi tutto l'areale del pino marittimo, una specie molto frugale e a rapida crescita diffusa nel secolo scorso, soprattutto con impianti per ottenerne puntelli per le miniere e materia prima per le cartiere, laddove la natura aveva previsto il dominio del leccio e della roverella. Il sottobosco, salvo che per una maggiore abbondanza di felce aquilina (Pteridium aquilinum), ricalca la composizione di quello di una lecceta rada o di un bosco di querce e ciò testimonia che queste sono le naturali specie abitatrici. I pini ospitano un'infinità d'insetti tra le screpolature delle cortecce, nei ciuffi di aghi o in gallerie dove divorano il legno degli alberi morti o deperiti. Quasi tutti sono preda di uccelli: il rampichino che cattura formiche e insetti xilofagi esplorando a spirale i tronchi, il torcicollo che insegue formiche sui tronchi e a terra, la cincia mora che predilige gli afidi tra i ciuffi di foglie, il picchio verde che scava gallerie alla ricerca d'insetti xilofagi. Sugli alberi nidificano lo sparviere e la poiana; più raro e di passo è il Biancone. Scoiattoli e moscardini apprezzano i pinoli e lasciano evidenti tracce nelle pigne rosicchiate; frequenti sono la volpe e il cinghiale. Alla meta il Monte Moneglia rappresenta il punto più elevato del territorio; da qui ci si può scendere a Moneglia (punto F ) o a Casarza.

MONZA MONTAGNA 2017 XIII EDIZIONE

DAL 17 OTTOBRE AL 2 DICEMBRE - URBAN CENTER, MONZA

e in altri lughi secondo programma

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CALENDARIO ATTIVITA' 2017

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